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CARPI. Una Staffetta Terremoto Emilia all’insegna delle donne. Come la ragazza che ha percorso 45 chilometri, partendo da Vigarano Mainarda e decidendo di arrivare in serata fino a Carpi, tappa dopo tappa. O come le due sorelle di Bomporto che non avevano mai fatto un metro di corsa, ma si sono accodate ad una delle nove staffette, quella di passaggio nel loro paese, e passo dopo passo hanno deciso di non arrendersi, di resistere fino a destinazione. “Ci chiedevano di salire nei pulmini a supporto. Abbiamo detto di no, volevamo arrivare in fondo. Torneremo ancora a questa emozionante manifestazione”, hanno raccontato al palco di Piazza Martiri, allestito davanti al municipio di Carpi. Destinazione finale della settima edizione di un evento che lega storie e persone del cratere, che innesca con l’orgoglio del proprio campanile la solidarietà e l’uguaglianza di una terra che vuole ricordare il passato, ma con la speranza di chi guarda al futuro.

staffa5Circa 400 i podisti e i camminatori che hanno preso parte e tratti lunghi e brevi della staffetta, fermandosi nei paesi per brevi soste ed incontrando la gente e le loro storie, alcune ancora oggi difficili, a causa del terremoto del maggio 2012.

Circa 150-200 quelli che hanno corso il tratto finale, presso la sede di Carpi dell’organizzatissima Atletica Cibeno, solo quello o tutto il tratto loro assegnato dai percorsi definiti da una organizzazione che è riuscita ancora una volta a combinare sette partenze da sette punti diversi del cratere sismico, grazie alla collaborazione di 23 Comuni e al supporto delle istituzioni, nello specifico polizie municipali e assistenti civici, per garantire sicurezza e assistenza. Al passaggio in ogni Comune, ad attendere ed incoraggiare gli staffettisti c’erano quasi sempre i sindaci, o uno e più assessori. E la gente. Non folle, ma quanti conoscono l’importanza sociale dello sport. E’ stata l’occasione per fare il punto della ricostruzione, per condividere i ricordi e il dolore, per verificare al passaggio la situazione nei paesi, anche nelle tante frazioni e borgate attraversate dai partecipanti, ma anche per trasmettere solidarietà e impegno. E per condividere la determinazione che lo sport insegna.

staffa6Quella raccontata sul palco da Davide, di San Possidonio: “Io con il terremoto ho perso la casa. Correre, fare sport, mi ha aiutato a trovare il coraggio e la solidarietà necessari ad uscire da quel dramma. Ecco perché da sette anni partecipo alla staffetta”. Presente anche una delegazione di Roma, della Podistica Solidarietà: “Ci lega a questa terra una amicizia nata nell’emergenza del dopo terremoto con Finale. Alla Staffetta abbiamo sempre partecipato, e parteciperemo ancora”.

Di quei 150-200 arrivati a Cibeno, almeno cento hanno percorso a piedi il tratto finale verso Piazza Martiri, una delle piazze più belle d’Italia, accolti dal rullo dei tamburi, nel corso del programma del Patrono di Carpi, nel quale l’evento era incastonato. L’assessore Milena Saina e il consigliere regionale ed ex sindaco Enrico Campedelli hanno consegnato ai gruppi presenti una pergamena di partecipazione.

staffa4Infine Saina ha consegnato al collega Alessandro Berselli di Vigarano Mainarda la bandiera vessillo della Staffetta Terremoto Emilia. Berselli aveva seguito in auto e supportato, fin dal mattino, la pattuglia di podisti che era partita dal ferrarese verso Carpi. “Una esperienza emozionante. Abbiamo chiesto ed ottenuto dall’organizzazione il via libera per ospitare l’arrivo della prossima edizione della staffetta. Custodiremo questa bandiera e ci prepareremo per essere all’altezza, come lo è stata in questa bellissima giornata la città di Carpi”.

L’organizzazione ringrazia ancora una volta San Felice 1893 Banca Popolare, Lapam Federimpresa, Sogari Artigrafiche e Radio Bruno per l’eccezionale supporto e per il sostegno: il ricavato della manifestazione sarà devoluto in beneficenza